Adesso basta Suicidi di Padri di Famiglia.
di paternita.info - pubblicato dal blog giovani vicenza
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L’ultimo ieri a Padova, un giovane commerciante in fase di separazione a cui era stato concesso di vedere il suo bambino solo il sabato o la domenica. Accanto al suo cadavere un biglietto in cui descrive la propria disperazione e la rabbia per non poter vedere suo figlio come vorrebbe. In Italia quasi cento papà separati ogni anno si suicidano (fonte FENBI).

Commenta MAURIZIO QUILICI responsabile dell’ISP (Istituto Studi sulla Paternità): "Si tratta di una punta di un drammatico iceberg che da molti anni galleggia nell'indifferenza di molti. Non sono bastate le battaglie dei movimenti dei padri, la trasformazione della figura paterna, non e' bastata la legge54 del 2006 che impone il condiviso come forma prioritaria di affidamento. I giudici continuano imperterriti a privilegiare le madri, le madri continuano a ostacolare il rapporto dell'ex compagno con i figli, i figli continuano ad essere strumento di battaglia per campioni di egoismo. I padri che si separano continuano a vivere con tremendo dolore la frequente perdita dei figli. E di dolore si può anche morire."

Commenta ALESSIO CARDINALE responsabile di ADIANTUM.IT: "Aveva 35 anni, e prima di separarsi non aveva mai passato una notte senza aver accanto suo figlio. Lui lo ha detto all'austero e annoiato magistrato, ma si è scontrato contro il muro di gomma della prassi giudiziaria imbecille. Non ce l'ha fatta. Allora ha gettato il suo abito da padre sbiadito e si è denudato di fronte al mondo per ridare ancora una volta colore, anche se a costo della vita, al suo ruolo. Non era matto, nè depresso. E' morto da genitore."


Ho conosciuto personalmente negli ultimi mesi 3 padri, che dal dolore per la violenza subita hanno avuto infarti e ci hanno quasi rimesso le penne. Un papà tolto dei figli vive nella quotidiana rimozione del suo dolore, ma in breve questo provoca gravi danni perché l'inconscio si gonfia di ombre, rabbie e sentimenti che prima o poi esploderanno fuori o imploderanno dentro. Sono poche le sofferenze così abnormi da non poter essere affrontate. Se tuo figlio fosse stato rapito potresti passare la vita a cercarlo, ma qui il problema non è che non sai dov'è, il problema è che non puoi andare a prenderlo. Ma nemmeno puoi dimenticarlo, non è possibile dimenticare ciò che ami perché è anche ciò che ti tiene in vita e ti da la gioia e la voglia di vivere.


..perché certe cose un giorno non accadano più, bisogna non dimenticare, E PER NON DIMENTICARE BISOGNA RICORDARE:


Tony Molinaro / impiccato con l’amore in mano - "SEPARATO DALLA MOGLIE SI IMPICCA PERCHE’ GLI TOLGONO IL FIGLIO. Un podista lo ha trovato appeso al ramo di un albero in cima al monte Musinè. Impiccato. Il corpo era già in avanzato stato di decomposizione. I militari hanno trovato uno scenario frutto del grande stato di solitudine interiore che doveva vivere quell’uomo. Aveva con sì i documenti e, forse, l’ultima cosa che ha visto prima di morire è stata proprio una fotografia del figlio, che ha voluto tenere in mano fino all’ultimo." (da TORINO CRONACA del 23 giugno 2007 - pagina 17)

Daniele De Nicola / impiccato nella casa dei sogni - "Aveva appena finito di costruire ed ammobiliare la loro casa famigliare, quando la moglie fuggi via con un altro uomo ed il figlioletto, e lui decise di impiccarsi nella casa dei suoi sogni." (da CORRIERE DI LIVORNO del 19 novembre 2007)

"Un uomo separato, tolto della figlia e del lavoro, si lascia morire di fame. Il suo diario scritto in quei ventiquattro giorni trascorsi senza mangiare ora sarà consegnato alla figlia." (da new O.C. Febbraio 2008)


La famiglia era la loro vita. Mi auguro che tutte le persone che hanno un'anima possano fare ognuna un piccolo passo di civiltà e respingere e ripudiare questa orribile forma di violenza e di tortura che ogni anno uccide e ammala migliaia di persone, persone di ogni età e stato, che volevano soltanto vivere la loro normale vita, in pace.
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